Ho già avuto modo di affermare che finito il tempo del capitalismo industriale che svolse un positivo ruolo sociale contribuendo ad elevare le condizioni di vita di ampi strati di popolazione, è subentrato il capitalismo finanziario che svolge invece una attività giugulare, succhiando ricchezza e riducendo alla povertà ampi strati di popolazione. Il modello economico imposto dalla grande finanza non tiene conto dei bisogni sociali e porta con indifferenza ai licenziamenti di centinaia di migliaia di persone e alla povertà delle loro famiglie. Il presidente della C.E.I. card. Bagnasco, intervistato dal Corriere della sera ai primi di gennaio afferma: “Che la grande finanza internazionale guidi ormai i giochi, sembra un dato innegabile, ma così non deve essere. Una finanza fine a sé stessa non serve il mondo ma se ne serve, e alla fine ne risentono i più deboli”.
Anche il Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è dello stesso parere. Nel suo libro uscito in questi primi giorni di gennaio, A un giovane italiano, Ciampi contro l’estremismo liberista della grande finanza che ha assunto un volto disumano, afferma: “Hanno sfidato la legge morale che consente di distinguere il consesso umano dalla foresta. Hanno fatta della finanza (quella finanza che nei manuali di economia apprendiamo essere al servizio della produzione, dello scambio, dello sviluppo), la foresta dove appagare appetiti ferini, dove impera la legge del cinismo, del disprezzo di ogni valore che non sia quello del guadagno, del successo, del potere.”
I responsabili di questa crisi sono costoro. La Francia e la Germania, invece, per tutta l’Europa, hanno deciso di far pagare il debito ai cittadini, in questo modo risparmiando la grande finanza e le banche che si sono esposti andando a finanziare quegli stati da loro stessi indotti ad indebitarsi, che adesso barcollano. Se Sarkozy e Merkel avessero deciso di far pagare la finanza e le banche, si sarebbero sì avuti fallimenti di istituti di credito, ma fallimenti che avrebbero potuto essere guidati, i risparmiatori sarebbero stati in qualche modo risarciti dallo Stato (che in Italia garantisce i risparmiatori fino a 100.000€), e si sarebbero mandati a casa i responsabili dello sfacelo, quei signori molti milioni di stipendio all’anno, mandando un segnale importante, mentre invece per non pestare i piedi alle banche stanno facendo pagare i più poveri, i monoreddito, i pensionati quelli che non arrivano alla fine del mese.
Fa eccezione la Finlandia. Quando il capo del governo finlandese comunicò ai cittadini di quel paese che li aspettavano tempi bui, la pubblica opinione reagì, il popolo rifiutò di pagare un debito che non aveva procurato, si fecero dei referendum e il governo fu costretto ad andarsene a casa e le banche a pagare il debito. Vuol dire che si poteva, si poteva e forse ancora si può far pagare i veri responsabili.
Scritto nel mese di gennaio 2012

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