Un gruppo di giovani ginosini sta tentando di sconvolgere il tran tran della vita quotidiana di questo paese. Un tran tran adagiato sulla rassegnazione e sull’accettazione fatalistica delle cose della vita. Non stanno a piangere la loro condizione di disoccupati e semi-occupati, ma fanno, agiscono, non aspettano che qualcuno risolva i loro problemi. Sono ben acculturati e hanno conosciuto stagioni di vita di città, vivendo arte, spettacolo, eventi in modo vivificante. Non hanno detto: “bello, ma a Ginosa non si può fare”, oppure: “e quando mai le vedrai a Ginosa queste cose?”. Hanno invece detto: “perché non proviamo a farlo a Ginosa?”
E facendo seguire i fatti alle parole, in questa fine d’anno tra una festività e l’altra ci stanno facendo misurare il loro valore. Nell’androne dell’Asilo Perrone hanno allestito l’esposizione delle opere del Concorso Nazionale di Fotografia dal titolo Immobilismo del caos per mettere in immagine la dicotomia, o contrapposizione, o forse il contrappasso tra la frenesia della vita moderna, cioè la rincorsa del tempo che non basta mai e immobilismo dell’eternità che incombe fatalmente e che rende inutile il continuo agitarsi dell’uomo bloccandolo in un frame. La scenografia che raccoglie la mostra è assolutamente in fase col tema della mostra: ci sono migliaia di grucce di plastica bianca che disegnano strutture polari, come cristalli di ghiaccio che si consolidano intorno ad un’anima rigida che al gelo si contorce assumendo forme improbabili. L’androne è trasformato in una grotta polare all’interno della quale cristalli sospesi fermano il tempo e il suo caos. Le fotografie sono una trentina, ma se io fossi la giuria del concorso di fotografia Immobilismo del caos non avrei dubbi nell’assegnare il premio alla scenografia che nel rappresentare il tema risulta insuperabile .
Tra le iniziative de La LocoMotiva la sera del 29 dicembre al Metropolitan c'é stata l'esibizione de I Rimbamband, un gruppo di baresi che accompagnavano le loro musiche, peraltro tutte molto vecchie, con gag simpatiche e intelligenti che hanno molto divertito il pubblico accorso numerosissimo. Il leader del gruppo ha scherzato sul prezzo del biglietto ritenendolo ridicolo; solo dieci euro: e che, per dieci euro volete pure il bis?, e il bis non c'è stato. Loro non lo sapevano ma quel prezzo è un mezzo miracolo. Infatti il merito de La LocoMotiva, secondo me, non è stato quello di portare a Ginosa un bel gruppo, e nemmeno il loro personale sacrificio, quanto l'aver ottenuto che settecento ginosini (gli altri erano forestieri), abituati al teatro gratuito pagato da enti pubblici, pagassero per la prima volta nella storia un biglietto così "salato". Questa prima volta vuol dire che i ginosini danno fiducia ai ragazzi de La LocoMotiva, e che se non fanno errori (come montarsi la testa o eccedere nell'autocompiacimento), questi ragazzi potranno finalmente far fare un salto di qualità agli eventi ginosini.

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